LA QUERCIA DELLA LELLA
·La gente diceva che la Lella
avesse abitato qui, che quel pomeriggio, il sole calante,
fosse stata nel boschetto delle querce buie a bere con sguardo
di cerbiatta la vita del guardiano del fondo, finita da sgherri
assoldati lontano.
Si diceva che poi camminasse ai bordi dei sentieri in campagna
mentre raccoglieva cert'erba radente la terra, che estirpasse
radici in forma di gambe biascicando parole, che mungesse
steli e ne bevesse latte giallastro.
Si diceva che per strada fingesse di piangere ma aveva occhi
di fuoco la sera, quando, veloce e furtiva, usciva da casa
per dirigersi al sasso delle ripe, la Lella.
Si diceva anche che nelle notti di pioggia battente danzasse
sotto i carpini d'argento, capelli ritte lame di luce nel
buio, che sparisse trasportata dal vento nelle crepe di cortecce
di tronchi malati, che a carponi attraversasse gli spiazzi
sassosi,
e si diceva che si presentasse all'improvviso in forma di
gatto e che innalzasse muri attorno alle culle di neonati
e che li striasse con artigli di fuoco, la Lella.
La gente dice che la Lella viva ancora qui, abbracciata al
fusto di quest'ultima roverella, succhiando con bocca di serpe
la linfa dell'albero, il solo rimasto a limitare il burrone.
La curiosità è stata segnalata da: Le
Fontane
PAESE CHE VAI…… NOME CHE
TROVI
· Hydnon (Antica Grecia)
· Tuber da tumere "gonfiare" per la forma
globosa (Antica Roma)
· Terrae tuffolae poi contratto in tertuffolae (Italia
Medioevale)
· Ramech alchamech tufus, tomer, kemas (Mondo Arabo
Antico)
· Truffe da "frode" in relazione al "tarufo"
di Molière (Francia)
· Turma de tierra, cavilla de tierra (Spagna)
· Ydyo (Grecia)
· Truffle (Gran Bretagna, Stati Uniti, Paesi Bassi)
· Hirstbrunst, Truefel (Germania)
· Troffel (Danimarca)
· Triufel (Russia)
· Kamayeh, terzaf ( Siria)
LE VIRTU' AFRODISIACHE DEL TARTUFO
"Spezziamo una lancia in favore
dell'afrodisiaco per eccellenza, il tartufo. Esso è
sicuramente il principe degli elementi che risvegliano piacevolmente
l'olfatto, rendendolo più ricettivo, anche perché
possiede, secondo gli ultimi studi scientifici una piccola
quantità di sostanze simili al testosterone. Il suo
profumo è paragonabile agli impercettibili odori sessuali
emessi dalla specie umana e, associato ad altri composti intensamente
odorosi, sollecita violentemente l'olfatto, spingendo inconsciamente
l'organismo ad allertare anche altri sensi.
Come se non bastasse, il tartufo è anche ricco di androstenione,
un ormone che rallenta la produzione di serotonina, nota per
la capacità di placare i sensi…
A conferma di tale virtù afrodisiache del diamante
della terra, una notizia che viene da oltreoceano:
il premio Nobel 1976 per la letteratura, Saul Bellow è
recentemente diventato padre dell'età di 84 anni.
La sua ricetta per una notte d'amore? Una bella mangiata di
tartufi che, secondo Bellow, profumano di sesso!"
( Brano tratto da " il divulgatore " - Gennaio 2000
)
Lo sapevate che…….
Grotte di Frasassi: fenomeno
carsico che ha originato stupende grotte, alcune delle quali
abitate nella preistoria. La più spettacolare è
la "Grotta del Vento" che raggiunge una estensione
di circa 13 Km.
Eremo di Fonte Avellana: vi è una famosa eco che ripete
fino ad un intero endecasillabo.
Gola del Furlo: fu fatta scavare dall' imperatore Vespasiano
tra il 76 e il 77 d.C. la gola è chiusa da pareti rocciose
che salgono fino a 900 metri.
Curiosità cittadine….
Le senza testa: la più singolare
tradizione osimana, e la più conosciuta, è senza
dubbio quella delle statue decapitate. La tradizione vuole
sia stato il generale Trivulzio il "boia" delle
statue del comune, al termine della Battaglia del Porco. Nell'omonimo
poemetto in vernacolo, il Barbalarga scrisse:
De tante cose cu ce rmane? Gnente!
Quei quattro pupi, lassù in Municipio,
Mesi lì apposta per burlà la gente;
Che ci à fruttato, per mutìu de lora,
Sto soprannome che ce rmane ancora.
Grotte: la "Osimo groviera": come molte cittadine
romane e medioevali, Osimo conserva nel sottosuolo un labirintico
sistema di grotte scavate nel tufo: ciò significa che
Osimo, nel sottosuolo, è completamente vuota! Le grotte,
molte delle quali abbellite da figure grottesce (come quella
del Collegio Campana, l'unico tratto attualmente visitabile),
collegano l'esterno della città, in particolare le
fonti, con i principali edifici del centro, permettendo, in
tempo di guerra, la sopravvivenza ai cittadini assediati.
Nel periodo romano, esse servivano come rifugio durante le
persecuzioni cristiane. Per informazioni e visite contattare
Italianostra (0717230664) o l'Archeoclub.
Le croci dei suicidi: il titolo non è certo dei più
allegri, così come non lo è l'argomento: infatti
non tutti sanno che lungo le mura costeggianti Piazza Nova
sono inscritte numerose croci: alcune più grandi e
più profondamente scolpite, altre meno visibili, sono
tutte l'ultimo gesto di coloro che decisero di togliersi la
vita gettandosi dalle mura. Ancora oggi, purtroppo, la tradizione
è mantenuta in vita da qualche triste anima in cerca
della pace eterna.
I marmi della torre: la facciata della torre fiancheggiante
il Comune conserva, intorno alla porticina d'accesso, sotto
la vecchia meridiana, numerosi marmi di origine romana. Le
decorazioni, oggi senza un senso preciso ma ancora altamente
suggestive, dimostrano come gran parte del materiale costituente
gli attuali edifici provenga dalla romana Auximum.
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